In-evitabili addii

di Alice Ayres

Quando tra noi finirà mi mancheranno tante cose.

La tranquillità con cui ti muovi per casa, facendo sembrare piacevole persino svuotare la lavapiatti.
Le domeniche in cui ti alzi pieno di voglia di fare e ancor prima che io esca dal letto sei già indaffarato in mille commissioni.
La tua generosità, spontanea e inconsapevole, che – io lo so – non incontrerò mai dietro ad altri occhi.
Le risate, i nomignoli, la tua pazienza infinita verso i miei capricci.
Il modo in cui ti commuovi davanti al dolore del mondo, ai film che toccano il cuore, alle storie più grandi di noi, alla mia faccia incredula mentre ti dico che Francesco non c’è più.
La tua capacità di ascoltare i consigli, pesarli, capirli, metterti in gioco. Tutto ciò che io troppo spesso non so fare.
L’sms salvato nelle bozze del cellulare in cui hai annotato le mie taglie e misure, per farmi regali perfetti.
Il tuo pollice verde, quell’attenzione verso le piante che è sinonimo dell’impegno con cui sai prenderti cura degli altri.
Le nostre ricette, il tuo risotto alle pere, i miei hot dog coi peperoni.
Guardarti attraverso lo specchio mentre ti asciughi i capelli, trasformando un momento ordinario in un’immagine di luce di cui riempirmi l’iride.
La tua bontà, l’ingenuità, la parte più fragile di te. Di me.
Tante, troppe sfumature di questa vita insieme.

Ma soprattutto mi mancherà la consapevolezza di avere accanto qualcuno che mi conosce davvero, che sa quanto poco basti per farmi sciogliere in un sorriso, che è conscio della fatica che compio ogni giorno per difendere la parte puerile di me. Qualcuno a cui mostrare le mie lacrime e persino il peggiore dei miei pigiami, che sa a memoria i miei gusti e che con ogni regalo, pensiero e gesto mi sorprende come mai nessuno prima. Un porto sicuro in cui approdare la sera, un confessionale dove sfogare le mie paure senza inutili maschere, l’abbraccio stretto e vigoroso che non mi fa vergognare di dire “amore”.

Sarà così difficile fare a meno di noi, così estenuante. Piangerò nel pensarti in quella casa, forse più libero ma di certo tanto solo. Mi chiedo se riuscirai a reagire senza chiuderti troppo in te stesso, se i tuoi amici sapranno confortarti nella maniera più giusta, se saremo abbastanza forti da non tornare indietro a illuderci di poter diventare migliori l’una per l’altro, facendoci solo del male. Mi domando che ne sarà di tutte le nostre cose, e se un domani racconterai a qualcuno, magari ai figli che desideri, che la coperta che li scalda era uno dei simboli del nostro amore.

Molte cose mi mancheranno, ma una spero proprio che resti. La gratitudine.

 

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