Alice Ayres

NEVER REPRESS YOURSELF

Mese: marzo, 2012

I’m not a pervert

Riemergo da una latitanza chiamata lavoro, e da un’ultima settimana emotivamente non facile.

Ieri sera sono incappata per caso – è assurdo come proprio io che sono una stalker dichiarata finisca per vedere certe cose senza cercarle – in una foto della bamboccia cornuta che sta con Filippo, quello degli annunci erotici di due post fa per intenderci: la povera mocciosa è riuscita finalmente (fuori corso) a laurearsi, ed era lì ritratta nel classico momento ebete post-discussione. Ora, benché a livello di sensazioni la sua esistenza mi lasci indifferente – e ammetto che mi ci sia voluto parecchio per arrivare a questo gelido stato di cose – quell’immagine mi ha fatto rabbrividire. Non per il soggetto che ritraeva, bensì per ciò che rappresentava: la fidanzatina-cliché generata dal perbenismo di un individuo come il mio ex.

“I’m not a pervert”, ha scritto lui sul sito in cui cercava zoccole che gli facessero vedere la vagina in webcam. Persino nel momento in cui si fotografava da solo il cazzo (con tanto di fotoritocco!) contraendo i muscoli come manco sul cesso, non ha potuto esimersi dal mentire a se stesso prendendo le distanze da quella PERICOLOSISSIMA (?) categoria che socialmente lo disturba: i pervertiti. Come se poi esistesse davvero un preciso insieme di persone definibili tali… non stiamo mica parlando di pedofili. Ad ogni modo lui è diverso e noi gli crediamo: sì Filippo, tu sei di certo un segaiolo atipico. Tu mentre ti sborri in mano desideri più ospedali in Africa, partecipi con sofferenza al dramma dell’infibulazione, ti commuovi senza darti pace per l’ingiusto omicidio di Trayvon Martin. La tua è un’anima pura che cerca egual purezza perfino dietro al monitor del tuo Macbook Pro pagato da mammà. O che, semplicemente, ha bisogno di una facciata dietro cui nascondersi.
Filippo è da sempre un maschio insicuro, e pertanto confortato dall’idea di una ragazzina piccola, minuta, ingenua, inferiore. Una che assomigli a una scolaretta delle medie e mai a una donna, accanto alla quale sentirsi alto, grande, uomo, inebriato dalla banale perversione sessuale dello stupratore di verginelle. Lui pretende magrezza, il volto struccato, i capelli lunghi mai raccolti, il pancino piatto, le forme adolescenziali, i jeans da manifestazione, niente tacchi e niente scollature. Ai tempi della nostra relazione era uno che se mettevo su qualche chilo me lo faceva notare tra le righe, affinché smettessi di contravvenire al suo immaginario di dominatore della mutua bisognoso di una partner filiforme da annullare col proprio metro e novanta. Una bambolina sorridente e anonima a cui parlare di amore fingendosi esperto, di fotografia contemporanea sentendosi artista, di ‘cultura underground’ sciabolando ogni sorta di luogo comune generazionale, dalle band alternative alle canzoni raggae passando per pellicole indipendenti e funghi allucinogeni.

Così, quando oggi ho visto la foto di quella sfigata senza trucco, coi capelli incolore adagiati sulle spalle, tanti piccoli orecchini trasgressivi su un orecchio, un’informe casacca marrone rigorosamente accollata e diversi kg in meno rispetto a quando l’avevo conosciuta, ho provato una pietà infinita. Si è trasformata esattamente in ciò che voleva lui, come fanno tutte le femmine deboli che per assecondare un uomo scendono a compromessi con le proprie identità indefinite. E cosa ha guadagnato, esattamente, da questa pseudo-metamorfosi? Un maschio che le dice “Ti amo”, che parla di ‘fare l’amore’ e non sesso, che mastica il suo stesso linguaggio di emoticon e parole abbreviate quali ‘nn’, ‘t’ o ‘x’, e che… quando è solo cerca donne vere da trombare. Senza coerenza. Senza rispetto. Senza l’happy ending che le ha promesso.

Ora, io non dico che in una coppia debba esistere la totale fedeltà, sapete benissimo che sono di tutt’altro avviso. Ciononostante mi disgusta pensare che una persona – maschio o femmina che sia – si impegni così tanto a plasmare un partner a immagine e somiglianza dei propri limiti mentali, e poi una volta riuscito/a nell’impresa – dopo aver guadagnato ogni genere di devozione da quella persona – semplicemente cerchi altro. Per giunta nel modo ferocemente ridicolo di Filippo, che invece di abbracciare almeno nella giusta sede (come l’esplicito sito annunci69) il suo lato più torbido e squallido, si sente in dovere di precisare che lui, beh, non è un pervert. Come se nudi di fronte a una webcam – senza scomodare alcun giudizio divino – non fossimo, in fondo, tutti uguali.

Questo tra l’altro mi conferma un’amara costante: il mio ex si sarà anche ‘evoluto’ in termini di propositività sessuale, ma la facoltà di fare una cosa fino in fondo continua a non essere affatto alla sua portata. Chissà quanto dev’essere frustrante essere lui. Chissà come dev’essere dilaniante non aver dimenticato il senso d’inferiorità che ha sempre nutrito nei miei confronti, al punto da doversi rivalere su altre donne attraverso amplessi occasionali.

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Uomini che conoscono il valore di una donna

Era il 13 agosto 2004. Dopo mesi di silenzio, all’improvviso queste parole inaspettate. Seduta in un internet point marchigiano ho letto, ho pianto, ho sorriso.

sono fortunato, sono davvero fortunato. sono legato ad una donna di grandissima intelligenza e sensibiltà. non che non lo avessi mai saputo, ma che me lo abbia ricordato con prepotenza la tua mail di qualche tempo fa, quello sì. non cancellerò mai questa lettera, non solo per l’affetto che ci unisce, ma anche per ricordarmi di quanto qualcuno può amare senza chiedere nulla.
scusa per questa incursione estiva, ma in camera ho trovato una cosa che ti apparteneva, senza pensare ho riletto la lettera e non sono potuto rimanere in silenzio come sempre. senza di quella non ti saresti mai fermata da me quel giorno, cosa che mi aveva fatto impazzire.
avrei ancora molto da dirti, ma ci sarà tempo.
un abbraccio davide