Alice Ayres

NEVER REPRESS YOURSELF

Mese: giugno, 2011

Dire fare baciare

Ai suoi clienti, Vivan di Pretty Woman concedeva tutto tranne che i baci. Certo, perplime un po’ pensare che una prostituta reputi più intima e privata l’unione di due bocche anziché quella della sua con il pene di chi la sta pagando, ma in fondo – anche se non condivido la nota romantica del suo veto – mi sa che aveva ragione lei.

Il bacio è in assoluto il più grande preliminare esistente, quello che si brama e si cerca più di tutti. Una volta scattato, il resto diventa quasi scontato: certo, permane l’aspettativa su come sarà il sesso e su come si evolverà (eventualmente) il rapporto, ma quell’aura di fascino, di mistero e di corteggiamento antecedente alla prima unione delle labbra in un certo senso svanisce per sempre.
Il modo in cui un uomo ti bacia può dire molto di lui. Se ci prova troppo presto, l’impressione è che sia un baciatore seriale, un conquistatore dozzinale, uno che non dà la giusta importanza a quel gesto. Se usa troppa lingua ma poche labbra, la sensazione di fondo è che sia poco dolce e troppo concentrato sul suo piacere, quasi frettoloso. Se di lingua ne usa pochissima, l’effetto è quello “da scuola media”, dove ci si bacia in modo impacciato e quasi schizzinoso.

Quando invece il bacio è travolgente, infuocato e in sintonia con la tua idea di passione, allora per alcuni secondi chi hai davanti potrebbe tranquillamente essere l’uomo della tua vita. Perché, ammettiamolo, noi donne siamo così sfigate che quando conosciamo uno che ci piace e che sembra ricambiare, basta un bacio come Dio comanda che già stiamo pensando a come si chiameranno i nostri figli.
All’opposto, se un uomo bacia male diventa per me la personificazione dell’Antisesso: se già non sei capace di centrare con la tua lingua il mio ampio cavo orale, come posso anche solo sperare che tu abbia una migliore mira là sotto? Per non parlare di quelli che nella voracità del momento quasi ti soffocano sbattendo contro la tua epiglottide, presagio di un sesso forse tremendo, di quelli a mitragliatore, a coniglio, dove ansimano in continuazione muovendosi compulsivamente dentro di te, mentre tu li guardi perplessa non sentendo praticamente NULLA (se non imbarazzo, per loro). Se un uomo che corteggio e desidero al momento fatidico mi bacia male, oltre a sentire il deserto del Sahara nelle mie mutande deduco di aver fatto un errore di valutazione iniziale. Ricordo di una volta in cui accettai di uscire con uno che anni prima aveva tentato un flirt con una mia amica. Lei mi disse: “Spero che nel frattempo abbia imparato a baciare, non ci ero voluta più uscire perché baciava troppo di merda”. Ho pensato esagerasse, e invece… per carità, era un ragazzo attraente e nemmeno troppo stupido, ma cazzo che bacio osceno: ha smesso di essere un uomo nell’esatto istante in cui le nostre lingue si sono toccate. E dire che non c’è cosa più bella di una sana slinguata: ti riempie di emozioni e adrenalina come raramente il sesso sa fare, ti riporta indietro ai “gloriosi” anni del liceo facendoti sentire giovane e fresca, non ha effetti collaterali né richiede energie e tempo per averlo, e infine per un istante – ma solo un minuscolo istante – quasi ti fa scordare di non essere più vergine da una valanga di tempo. Inoltre, cosa non da poco, offre all’uomo in causa poco margine d’errore, garantendoti di tornare a casa né delusa né disillusa, cosa assai rara di questi tempi.

Mi piacciono le coppie che dopo tanto che stanno insieme “limonano” ancora con fervore, quelle che a 60 anni quando la sera tornano a casa dal lavoro si salutano con un bacio sulle labbra, quelle che la mattina, anche quando è lunedì, con le teste ancora sui cuscini si danno il buongiorno baciandosi, alla faccia dell’alito mattutino. Questo per me è amore.

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Credevo prendessi la pillola

Lo so, non sono nella posizione di dare lezioni di precauzioni sessuali e manco mi interessa farlo. Non posso esimermi però dal lamentare una certa ignoranza da parte degli uomini per quanto riguarda i principi base del sesso occasionale. È vero, anche le donne spesso peccano di leggerezza ma, diciamocelo, un uomo ha anche da rimetterci molto meno. Con questo non voglio giocare a fare la piccola paladina femminista che difende i diritti delle ragazze madri – giammai! -, dico solo che troppo, troppo spesso ho sentito – e da ragazzina anche vissuto – tristi storie accomunate dalla noncuranza, egoismo e pazzia con cui alcuni maschietti, guidati dal loro testosterone e pronti a sferrare il pene come la lancia di un guerriero medievale, sanno traumatizzare sotto le lenzuola.

Il ritornello della canzoncina degli incapaci è sempre lo stesso: “Credevo prendessi la pillola”. Certo, qualsiasi persona dotata di buonsenso potrebbe dire “Credevo che gli adulti usassero sempre il preservativo”, e infatti in tal modo certe situazioni (frequenti rotture di lattice a parte) non si presenterebbero nemmeno. Ma vogliamo essere sinceri? Non sempre si ha la giusta precauzione con sé, non sempre si resiste all’attesa, non sempre si vuole avere qualcosa frapposto tra l’uno e l’altro, e soprattutto troppo spesso si pensa di aver davanti una persona non solo sana, ma anche intelligente. Grande, grande errore. Tornando al ritornello: ma dico io, cosa vi frulla in testa? Perché il sesso ‘rischioso’ per molti di voi diventa automaticamente sinonimo di menefreghismo e incoscienza? Com’è possibile che basti il brivido di un po’ di carne calda intorno alla vostra protuberanza per trasformarvi da uomini intriganti a repliche umane degli spruzzini che usiamo per pulire i vetri? E soprattutto perché mai pensate che qualsiasi donna che vi attizza vagamente a livello sessuale prenda la pillola? Anche se fosse, credete che ciò automaticamente vi autorizzi a regalare il vostro seme alle sue pareti uterine? Non vedo il senso di compiere e sprecare un gesto che – a mio avviso – è troppo intimo per una qualsiasi scopata occasionale, e anche per molti rapporti ibridi come le cosiddette trombamicizie.

Ma non finisce qui. Dopo il primo magico ritornello ne segue spesso un secondo “Tanto c’è la pillola del giorno dopo”. Certo, muoriamo tutte dalla voglia di bombardarci il corpo di ormoni, magari dopo una bella coda in qualche grigio consultorio, o in un pronto soccorso in cui siamo state squadrate dall’obiettore di coscienza di turno, giusto per pagare emotivamente un danno prevalentemente causato da voi. Voi, che magari manco ci accompagnate a farci fare la prescrizione, perché dato che siamo donne forti, emancipate e adulte che in fondo sono state vostre complici in questa frittata (anche se peccando di ingenuità e fiducia), allora ovviamente possiamo cavarcela da sole. Del resto a gestire i problemi e lo stress siamo molto più in gamba, quando vi fa comodo.

Le case farmaceutiche festeggiano, le nostre ovaie un po’ meno. Soprattutto quando qualcosa va più storto del previsto, e l’uomo in questione si rivela ancora più sconvolgente dell’immaginabile. È il caso di una mia lettrice, che mi ha chiesto di condividere la sua storia qui. Ok, forse fa un po’ “posta del cuore”, ma credo che non si debba fare orecchie da mercante dinanzi alla parola “gravidanza”. Ecco allora l’sms che questa ragazza si è vista recapitare sul telefonino dopo aver comunicato a un suo incauto amico di aspettare un bambino, figlio della loro (specialmente di lui) leggerezza:

“Ti rispondo solo xkè pensavo fosse brutto non rispondere ma comunque non credo che la cosa mi interessi particolarmente… buona fortuna”.

Ecco cosa succede ancora nel mondo civilizzato del 2011. Ecco l’incoscienza criminale di un egoista assoluto. E non parlo solo del contenuto di tale agghiacciante messaggio, ma anche della sua forma: mai fidarsi di uno che scrive con le k.