Voglio un uomo che mi faccia ridere

di Alice Ayres

Lo so, è la banalità fatta a frase, e come tutte le cose fastidiose non arriva nemmeno da sola. In genere si accompagna a locuzioni agghiaccianti quali “Sono la ragazza della porta accanto”, “Vorrei la pace nel mondo” e altre stronzate da oca giuliva che cerca di sembrare meno lasciva mentre sfila seminuda a un concorso di bellezza. Nei luoghi comuni, va ammesso, un fondo di verità c’è sempre, e la ricerca dell’uomo simpatico non fa eccezione. Per carità, non è che se siete aitanti e/o chini di soldi e/o intellettuali e/o taciturni non ve la diamo (anzi!), diciamo piuttosto che magari vi diamo solo quella. La testa è ben altra cosa da conquistare.

Quando una donna dice di volere un uomo che la faccia ridere, non intende certo un povero pirla vestito multicolor che per intrattenerla si arrabatti a raccontare barzellette, ballare in modo buffo e scortarla a fare shopping. Quello lo facciamo fare a qualche schiavetto bdsm. O ai nostri amici gay.
L’uomo che ti fa ridere è la perla rara che ti mette sempre di buon umore, quello che non si prende troppo sul serio e alle pose da bello e dannato preferisce un sorriso divertito. Dotato di un’ironia intelligente e modi di fare rilassati, non è mai inopportuno e con la sua presenza riesce a tranquillizzarti anche quando sei in premestruo.

Ho spesso pensato di essere affascinata da maschi sicuri di sé, da uomini maturi che potessero insegnarmi mille cose o da ragazzi dirty minded almeno quanto me. Li ho avuti tutti, ma sulla lunga distanza non mi hanno lasciato niente. Nessun ricordo speciale, nessun bel momento da ripercorrere col sorriso quando la mente ha bisogno di ossigeno e belle cose. Gli uomini seri sono noiosi e prevedibili, punto. E lo stesso vale per le donne: non potrei mai avere un’amica troppo presa a guardarsi con occhi esterni, una che parla solo di argomenti ‘alti’ e pesa le parole per darsi un tono ‘colto’. La cultura, cari miei, non è per niente noiosa, siete voi che a furia di ostentarla la trasformate in una straziante agonia.

C’è solo un tipo di uomo che non dimentico mai, quello con cui mi sono divertita un casino. Non importa che fosse una notte passata a ridere fino a non respirare, una telefonata a suon di battute geniali o una bravata fatta insieme per sentirci giovani e leggeri. Un uomo che sa regalarti un attimo di spensieratezza – senza promesse melense, senza aspettative per il futuro – ti lascia qualcosa di molto più vero di ogni retorico “Ti amo”. E quel qualcosa si chiama farti sentire viva.

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