Alice Ayres

NEVER REPRESS YOURSELF

Mese: febbraio, 2012

Mandami una tua foto

A chi non è mai capitato almeno una volta di fare incontri online? Non mi riferisco ai tristissimi siti di dating, parlo più in generale di tutte quelle interazioni ibride offerte oggigiorno dalla Rete: Twitter, Facebook, Skype… sembra quasi impossibile non trovarsi a chattare con qualcuno. La cosa che mi ha sempre lasciato perplessa di questo tipo di approcci è il modus operandi di molti maschi non appena capiscono che c’è trippa per gatti, ovvero quando l’interazione con una donna prende una piega ‘provocante’. Posto che non ci vedo nulla di male nel fare schifezze davanti a una webcam – è di certo meno deludente che bramare un uomo che poi a letto non sa come infilzarti – davvero non comprendo come a molti maschi basti solo quello. Ok, spesso online ci si imbatte in persone che non vivono nella nostra città e che quindi non potremmo incontrare in un battito di ciglia, ma siamo sicuri che il problema sia davvero di carattere geografico?

La dinamica di certi incontri può riassumersi più o meno così: conosci un maschio in Rete, non ti dispiace, chattate per ore senza peli sulla lingua, i toni si fanno a poco a poco più ‘accesi’ fino a quando finalmente oltre ai pixel entrano in gioco pure gli ormoni. A quel punto lui – l’uomo misterioso, eccitante, simpatico, sensuale e graffiante che brami quanto il panettone a Natale – si spoglia (…) di tutte queste proprietà sciabolando nell’etere la richiesta più prevedibile ever: “Mandami una tua foto”. Dove per ‘foto’, va detto, non intende un’immagine che gli faccia intendere le tue sembianze: arrivati a quel punto dovresti avergliene già mostrate abbastanza da fargli conoscere persino la forma delle tue narici. Ma non quella del tuo orifizio uretrale, che è esattamente ciò che vorrebbe vedere lui nel tipo di foto che richiede. Ora, io sono la prima che comprende quanto sia stuzzicante immaginare una donna presa a denudarsi e fotografarsi solo per voi, ciò che invece non afferro è come questo vi possa bastare. Per quanto mi riguarda ho sempre inteso tali scambi di effigi come dei semplici preliminari, un modo insomma per stuzzicarsi e tenere vivo il desiderio in vista di un sacrosanto incontro vero e proprio. Non dico che uno debba andare a letto con chiunque conosca online, dico che se due persone adulte hanno voglia di giocare coi mezzi messi a disposizione dalla modernità, è bene che abbiano piacere di farlo fino in fondo.

Per quel che ne so io, a una donna di ricevere la foto del pene di uno con cui chatta non frega davvero niente. Può volerla vedere per sana curiosità, per testare se la persona con cui parla sia disposta a mettersi altrettanto in discussione, ma al di là di questo non c’è niente di eccitante – sulla lunga distanza – nel guardare l’immagine di un uomo senza vestiti. Può essere inebriante lì per lì, ma già dopo un’ora perde qualsiasi significato, e più si va avanti meno lo scambio di foto con quella persona conserva un barlume di sensualità. Per l’uomo invece sembra funzionare esattamente al contrario: dopo la prima immagine ne chiede un’altra, poi un’altra ancora, fino al punto in cui si mette pure a sindacare su pose, angolazioni e illuminazione. Si passa, insomma, dall’essere un oggetto del suo desiderio al diventare uno strumento, una bizzarra bambola gonfiabile. Il che potrebbe anche mantenere un ultimo baluardo di erotismo, se alla fine di tutte queste richieste fotografiche si arrivasse a un incontro in carne e ossa. Peccato che tantissimi uomini là fuori  non siano davvero disposti a passare dalle parole ai fatti, vuoi perché pigri, complessati, fidanzati, o semplicemente codardi. Dico io, ma davvero credete che a una che non si vergogna del suo corpo e che è lieta d’esperire ogni forma di sessualità bastino un paio di chat e qualche stupida foto? Non capite che ciò che la muove è semplice e sana voglia di scopare e che pertanto è lì che si dovrebbe arrivare?! E soprattutto pensate davvero che quelle foto ce le facciamo apposta per voi? Ma per favore… ogni donna da sesso 2.0 che si rispetti ha un archivio d’immagini hot da riciclare con ogni poveretto che non sappia esimersi dal chiedergliene una. Non siete speciali, siete dei segaioli. Il che andrebbe benissimo se solo voleste toccarvi dinanzi a noi senza un computer di mezzo.

 

Annunci

Voglio un uomo che mi faccia ridere

Lo so, è la banalità fatta a frase, e come tutte le cose fastidiose non arriva nemmeno da sola. In genere si accompagna a locuzioni agghiaccianti quali “Sono la ragazza della porta accanto”, “Vorrei la pace nel mondo” e altre stronzate da oca giuliva che cerca di sembrare meno lasciva mentre sfila seminuda a un concorso di bellezza. Nei luoghi comuni, va ammesso, un fondo di verità c’è sempre, e la ricerca dell’uomo simpatico non fa eccezione. Per carità, non è che se siete aitanti e/o chini di soldi e/o intellettuali e/o taciturni non ve la diamo (anzi!), diciamo piuttosto che magari vi diamo solo quella. La testa è ben altra cosa da conquistare.

Quando una donna dice di volere un uomo che la faccia ridere, non intende certo un povero pirla vestito multicolor che per intrattenerla si arrabatti a raccontare barzellette, ballare in modo buffo e scortarla a fare shopping. Quello lo facciamo fare a qualche schiavetto bdsm. O ai nostri amici gay.
L’uomo che ti fa ridere è la perla rara che ti mette sempre di buon umore, quello che non si prende troppo sul serio e alle pose da bello e dannato preferisce un sorriso divertito. Dotato di un’ironia intelligente e modi di fare rilassati, non è mai inopportuno e con la sua presenza riesce a tranquillizzarti anche quando sei in premestruo.

Ho spesso pensato di essere affascinata da maschi sicuri di sé, da uomini maturi che potessero insegnarmi mille cose o da ragazzi dirty minded almeno quanto me. Li ho avuti tutti, ma sulla lunga distanza non mi hanno lasciato niente. Nessun ricordo speciale, nessun bel momento da ripercorrere col sorriso quando la mente ha bisogno di ossigeno e belle cose. Gli uomini seri sono noiosi e prevedibili, punto. E lo stesso vale per le donne: non potrei mai avere un’amica troppo presa a guardarsi con occhi esterni, una che parla solo di argomenti ‘alti’ e pesa le parole per darsi un tono ‘colto’. La cultura, cari miei, non è per niente noiosa, siete voi che a furia di ostentarla la trasformate in una straziante agonia.

C’è solo un tipo di uomo che non dimentico mai, quello con cui mi sono divertita un casino. Non importa che fosse una notte passata a ridere fino a non respirare, una telefonata a suon di battute geniali o una bravata fatta insieme per sentirci giovani e leggeri. Un uomo che sa regalarti un attimo di spensieratezza – senza promesse melense, senza aspettative per il futuro – ti lascia qualcosa di molto più vero di ogni retorico “Ti amo”. E quel qualcosa si chiama farti sentire viva.