Alice Ayres

NEVER REPRESS YOURSELF

Mese: febbraio, 2012

Spero tu sia felice

In ogni separazione, si sa, non esiste un modo indolore per lasciarsi. Ci sono però infinite vie per uscire da una storia con classe e buon gusto senza affossare l’opinione che l’altro ha di noi, peccato che sia femmine che maschi le ignorino. Le donne spesso frantumano la reputazione nell’immediato, attraverso atteggiamenti ‘da pazze’ (quanto vi piace definirci così!) quali mail e telefonate pretestuose, stalking ossessivo-compulsivo e recriminazioni alla ‘Tu mi hai rovinato la vita’. Gli uomini invece tendono a farti cascare le palle a rate: alcuni di loro dapprima dimenticano la tua esistenza (magari rimpiazzandoti in più o meno quindici secondi, esperienza atroce di cui ho già parlato qui), poi a distanza di tempo entrano nella fase più patetica di tutte, quella del buonismo.

Ora, io non ho nulla contro il ‘rimanere in buoni rapporti’, né tanto meno contro il tentativo di avere bei ricordi di una persona che ti ha reso felice prima che le cose andassero a troie. Ma quando questo ‘affetto’ combacia con feste comandate e ricorrenze, mi sale una nausea tremenda. Se non ci sentiamo più perché tu mi hai lasciato di merda e/o ci siamo fatti del male a vicenda e/o hai preferito un’altra a me e/o sono sparita perché non ne avevo più per il cazzo di vedere la tua faccia da coglione e/o tutte queste cose messe insieme, perché mai pensi che mandarmi un sms per il compleanno sia cosa buona e giusta? Che improvement apporta alla vita di entrambi? Mi vuoi far vedere che ti ricordi la mia data di nascita quando magari avevi ancora l’evento annotato sul cellulare? E anche se fosse tutta farina della tua memoria, a che conclusione dovrei arrivare, che il fosforo non ti manca?

Sono certa che lo facciano anche le donne eh, e sicuramente in modo ancor più intenzionale e frutto-di-mille-seghe-mentali degli uomini. Tuttavia gli esempi che vedo intorno a me giungono solo da Marte e regalano frasi più inopportune dell’arrivo delle mestruazioni la sera che devi farti una scopata. Una su tutte, l’evergreen più odiato dalle italiane: “Spero tu sia felice”. Ma come, direte voi, non è questo un augurio nobile, se non addirittura una sorta di offerta di pace alla fine della silente guerra di due cuori divisi per sempre? Col cazzo. Una perifrasi simile mandata via sms in occasione di una qualche ricorrenza è la traccia palpabile della totale inconcludenza di un ex, il quale – finalmente scarico di ogni forma di responsabilità nei confronti della tua serenità – spera che tu sia felice. Un po’come dire: “Ti auguro ogni bene per lavarmi la coscienza”. Del resto ora che siete due estranei non deve più tramutare in fatti le sue parole, e quindi può permettersi il lusso di scriverti una frase trita e ritrita, un beau geste che lo faccia sentire una persona migliore senza effetti collaterali.

Ora, all’autore medio di un simile sms vorrei chiedere una cosa: ma se volevi così tanto la felicità della tua ex, non potevi essere un uomo migliore quando stavate insieme, o perlomeno una persona abbastanza coerente da non scrivere frasi buoniste e non richieste col senno di poi?
C’è da dire che l’uso di ‘Spero’ al posto di ‘Vorrei’ parla chiaro: sperare non costa alcuno sforzo, è per questo che a molti uomini riesce così bene.

[Sto benone grazie, la mia nuova vita è meravigliosa. Spero tu riesca a dimenticarmi prima o poi.]

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Non sono la tua macelleria personale

Ho molti amici maschi e con loro mi diverto un sacco, forse perché in fondo sono un uomo in corpo di donna e videogames, rutti, goliardia e abbuffate senza ritegno sono un po’ il mio pane quotidiano. Non che gli uomini abbiano solo questo da offrire eh, tuttavia è indubbio che con un’amica sia più raro potersi esaltare davanti alla bellezza di Forza Motorsport 4. Ogni rapporto ha qualche effetto collaterale, e quello coi maschi non è da meno: il più ricorrente si potrebbe definire “Tedio dell’amico tornato single”.

Quando una storia finisce abbiamo tutti reazioni eccessive che oscillano più o meno tra questi estremi: chi si deprime fino a ripudiare ogni forma di amore e chi decide di accoppiarsi con qualsiasi mammifero pur di fuggire la solitudine. Generalmente molti maschietti propendono per la seconda opzione, solo che per risparmiarsi la fatica di cercare qualche ripiego vaginale da soli, spesso decidono di affidare il ‘lavoro sporco’ a qualcun altro. Cioè a noi, le care amiche femmine. Noi, unite a loro da un rapporto cotanto fraterno da farli sentire legittimati a marpionare le nostre, di amiche. Una sorta di regola del buon vicinato. Intendiamoci, io non ho veramente nulla contro il mutuale scambio di liquidi tra miei amici e amiche, anzi!, ciò che mi infastidisce è l’automatismo con cui alcuni uomini, non appena tornano single, vanno da qualsiasi donna di loro conoscenza a dirle “Presentami una tua amica”, imperativo spesso aggravato da varianti di dubbio gusto come “Mi serve un po’ di carne fresca”. Che raccapriccio.

Parole a parte, fin qui non ci sarebbe nulla di grave se a chiedercelo fossero davvero i nostri amici di una vita. Il problema è che quasi sempre ad avanzare tali pretese non sono loro bensì quei conoscenti più o meno stretti che finché avevano l’orgasmo assicurato ci trattavano come cugine di millesimo grado con cui ignorarsi sulla chat di Facebook, ma poi in tempi di carestia ci scambiano per il loro fuck dealer gratuito. Ora, io non vorrei farvi cadere un mito ma sappiate che non tutte le ragazze hanno necessariamente un’amica zoccola e per di più così poco esigente dal farsi andar bene uno che cerca solo carne fresca. Sì perché la cosa ironica di alcuni maschi è che non pensano minimamente al fatto che loro per primi debbano piacere a una potenziale preda, bensì danno quasi per scontato di poter beccare in totale facilità, forti della ‘buona parola’ che ci chiedono di mettere sul loro conto. Scusate, ma che razza di buona parola potrei mettere per delle viscide facce toste? Dovrei forse andare dalla mia amica golosona immaginaria a dire: “Heeey c’è un mio non-caro-amico non-particolarmente-chiavabile che avrebbe voglia di divertirsi a caso e ho pensato che magari potresti aiutarlo”? Mmm, che offerta irrinunciabile, praticamente farei prima a chiederle “Quanto vuoi per darla a un mendicante?”.

Se volete avere qualche chance con le nostre amiche, ricordatevi un semplice dettaglio: non siamo la Caritas della Figa, non siamo le vostre fottute pappone e vedervi disperati per uno straccio di vagina ci fa vergognare di voi. Pensateci da soli a come conquistare una donna – siete uomini, no? – anche perché finché vi dimostrerete opportunisti e affamati non avremo motivo di raccomandarvi ad alcuna ragazza, tanto meno a quelle che ci stanno molto ma molto più a cuore di voi.