Alice Ayres

You can't rely on other people to make you happy

Mese: febbraio, 2012

Non sono la tua macelleria personale

Ho molti amici maschi e con loro mi diverto un sacco, forse perché in fondo sono un uomo in corpo di donna e videogames, rutti, goliardia e abbuffate senza ritegno sono un po’ il mio pane quotidiano. Non che gli uomini abbiano solo questo da offrire eh, tuttavia è indubbio che con un’amica sia più raro potersi esaltare davanti alla bellezza di Forza Motorsport 4. Ogni rapporto ha qualche effetto collaterale, e quello coi maschi non è da meno: il più ricorrente si potrebbe definire “Tedio dell’amico tornato single”.

Quando una storia finisce abbiamo tutti reazioni eccessive che oscillano più o meno tra questi estremi: chi si deprime fino a ripudiare ogni forma di amore e chi decide di accoppiarsi con qualsiasi mammifero pur di fuggire la solitudine. Generalmente molti maschietti propendono per la seconda opzione, solo che per risparmiarsi la fatica di cercare qualche ripiego vaginale da soli, spesso decidono di affidare il ‘lavoro sporco’ a qualcun altro. Cioè a noi, le care amiche femmine. Noi, unite a loro da un rapporto cotanto fraterno da farli sentire legittimati a marpionare le nostre, di amiche. Una sorta di regola del buon vicinato. Intendiamoci, io non ho veramente nulla contro il mutuale scambio di liquidi tra miei amici e amiche, anzi!, ciò che mi infastidisce è l’automatismo con cui alcuni uomini, non appena tornano single, vanno da qualsiasi donna di loro conoscenza a dirle “Presentami una tua amica”, imperativo spesso aggravato da varianti di dubbio gusto come “Mi serve un po’ di carne fresca”. Che raccapriccio.

Parole a parte, fin qui non ci sarebbe nulla di grave se a chiedercelo fossero davvero i nostri amici di una vita. Il problema è che quasi sempre ad avanzare tali pretese non sono loro bensì quei conoscenti più o meno stretti che finché avevano l’orgasmo assicurato ci trattavano come cugine di millesimo grado con cui ignorarsi sulla chat di Facebook, ma poi in tempi di carestia ci scambiano per il loro fuck dealer gratuito. Ora, io non vorrei farvi cadere un mito ma sappiate che non tutte le ragazze hanno necessariamente un’amica zoccola e per di più così poco esigente dal farsi andar bene uno che cerca solo carne fresca. Sì perché la cosa ironica di alcuni maschi è che non pensano minimamente al fatto che loro per primi debbano piacere a una potenziale preda, bensì danno quasi per scontato di poter beccare in totale facilità, forti della ‘buona parola’ che ci chiedono di mettere sul loro conto. Scusate, ma che razza di buona parola potrei mettere per delle viscide facce toste? Dovrei forse andare dalla mia amica golosona immaginaria a dire: “Heeey c’è un mio non-caro-amico non-particolarmente-chiavabile che avrebbe voglia di divertirsi a caso e ho pensato che magari potresti aiutarlo”? Mmm, che offerta irrinunciabile, praticamente farei prima a chiederle “Quanto vuoi per darla a un mendicante?”.

Se volete avere qualche chance con le nostre amiche, ricordatevi un semplice dettaglio: non siamo la Caritas della Figa, non siamo le vostre fottute pappone e vedervi disperati per uno straccio di vagina ci fa vergognare di voi. Pensateci da soli a come conquistare una donna – siete uomini, no? – anche perché finché vi dimostrerete opportunisti e affamati non avremo motivo di raccomandarvi ad alcuna ragazza, tanto meno a quelle che ci stanno molto ma molto più a cuore di voi.

Mandami una tua foto

A chi non è mai capitato almeno una volta di fare incontri online? Non mi riferisco ai tristissimi siti di dating, parlo più in generale di tutte quelle interazioni ibride offerte oggigiorno dalla Rete: Twitter, Facebook, Skype… sembra quasi impossibile non trovarsi a chattare con qualcuno. La cosa che mi ha sempre lasciato perplessa di questo tipo di approcci è il modus operandi di molti maschi non appena capiscono che c’è trippa per gatti, ovvero quando l’interazione con una donna prende una piega ‘provocante’. Posto che non ci vedo nulla di male nel fare schifezze davanti a una webcam – è di certo meno deludente che bramare un uomo che poi a letto non sa come infilzarti – davvero non comprendo come a molti maschi basti solo quello. Ok, spesso online ci si imbatte in persone che non vivono nella nostra città e che quindi non potremmo incontrare in un battito di ciglia, ma siamo sicuri che il problema sia davvero di carattere geografico?

La dinamica di certi incontri può riassumersi più o meno così: conosci un maschio in Rete, non ti dispiace, chattate per ore senza peli sulla lingua, i toni si fanno a poco a poco più ‘accesi’ fino a quando finalmente oltre ai pixel entrano in gioco pure gli ormoni. A quel punto lui – l’uomo misterioso, eccitante, simpatico, sensuale e graffiante che brami quanto il panettone a Natale – si spoglia (…) di tutte queste proprietà sciabolando nell’etere la richiesta più prevedibile ever: “Mandami una tua foto”. Dove per ‘foto’, va detto, non intende un’immagine che gli faccia intendere le tue sembianze: arrivati a quel punto dovresti avergliene già mostrate abbastanza da fargli conoscere persino la forma delle tue narici. Ma non quella del tuo orifizio uretrale, che è esattamente ciò che vorrebbe vedere lui nel tipo di foto che richiede. Ora, io sono la prima che comprende quanto sia stuzzicante immaginare una donna presa a denudarsi e fotografarsi solo per voi, ciò che invece non afferro è come questo vi possa bastare. Per quanto mi riguarda ho sempre inteso tali scambi di effigi come dei semplici preliminari, un modo insomma per stuzzicarsi e tenere vivo il desiderio in vista di un sacrosanto incontro vero e proprio. Non dico che uno debba andare a letto con chiunque conosca online, dico che se due persone adulte hanno voglia di giocare coi mezzi messi a disposizione dalla modernità, è bene che abbiano piacere di farlo fino in fondo.

Per quel che ne so io, a una donna di ricevere la foto del pene di uno con cui chatta non frega davvero niente. Può volerla vedere per sana curiosità, per testare se la persona con cui parla sia disposta a mettersi altrettanto in discussione, ma al di là di questo non c’è niente di eccitante – sulla lunga distanza – nel guardare l’immagine di un uomo senza vestiti. Può essere inebriante lì per lì, ma già dopo un’ora perde qualsiasi significato, e più si va avanti meno lo scambio di foto con quella persona conserva un barlume di sensualità. Per l’uomo invece sembra funzionare esattamente al contrario: dopo la prima immagine ne chiede un’altra, poi un’altra ancora, fino al punto in cui si mette pure a sindacare su pose, angolazioni e illuminazione. Si passa, insomma, dall’essere un oggetto del suo desiderio al diventare uno strumento, una bizzarra bambola gonfiabile. Il che potrebbe anche mantenere un ultimo baluardo di erotismo, se alla fine di tutte queste richieste fotografiche si arrivasse a un incontro in carne e ossa. Peccato che tantissimi uomini là fuori  non siano davvero disposti a passare dalle parole ai fatti, vuoi perché pigri, complessati, fidanzati, o semplicemente codardi. Dico io, ma davvero credete che a una che non si vergogna del suo corpo e che è lieta d’esperire ogni forma di sessualità bastino un paio di chat e qualche stupida foto? Non capite che ciò che la muove è semplice e sana voglia di scopare e che pertanto è lì che si dovrebbe arrivare?! E soprattutto pensate davvero che quelle foto ce le facciamo apposta per voi? Ma per favore… ogni donna da sesso 2.0 che si rispetti ha un archivio d’immagini hot da riciclare con ogni poveretto che non sappia esimersi dal chiedergliene una. Non siete speciali, siete dei segaioli. Il che andrebbe benissimo se solo voleste toccarvi dinanzi a noi senza un computer di mezzo.

 

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