Filippo #1

di Alice Ayres

Quella volta che abbiamo visto il tramonto in motorino in Via della Conciliazione e siamo tornati a casa tutti infreddoliti anche se era appena settembre. Dal freddo che sentivamo nelle ossa abbiamo messo sul letto il piumone invernale con un mese di anticipo, scambiandoci lo sguardo complice di chi vuole solo farsi le coccole.

Quella volta che di notte c’è stato un tuono pazzesco e ci siamo svegliati di soprassalto, terrorizzati. Pensavo fosse scoppiata una bomba e non riuscivo più a dormire, allora sei rimasto sveglio anche tu per tranquillizzarmi.

Quella volta che a Firenze sei andato di soppiatto in cucina e sei tornato con un vassoio pieno di stuzzichini che avevi preparato per un aperitivo tutto nostro. Mentre appoggiavi quel banchetto sulla scrivania mi sono messa a piangere di commozione perché nessuno aveva mai fatto una cosa così dolce per me.

Quella volta che sei tornato a casa tardi e mi hai trovata a sorpresa seduta sul tuo letto, e nel vedermi hai fatto un sorriso di gioia che per un istante ha cancellato tutto il dolore del mondo.

Quella volta che alle quattro di notte ci siamo mangiati le lasagne a letto, nudi. Ho fatto indigestione e la mattina seguente ho vomitato l’anima, ma ne era valsa la pena.

Quella volta a Ischia che i vicini di stanza del bed and breakfast ci hanno detto che era bellissimo sentirci ridere di prima mattina e che invidiavano la nostra allegria.

Quella volta che eravamo al mare a fine aprile e hai spostato il treno di ritorno per non andartene da me, e quando me lo hai detto io ero in accappatoio e sono affondata tra le tue braccia.

Quella volta che una zitella sosia di Stefania Nobile ti ha detto che noi due non c’entravamo nulla l’uno con l’altra e che non sapeva cosa ci trovassi in me, e tu le hai risposto solamente “Io invece la trovo stupenda”, lasciandola senza parole.

Annunci