Sei bellissima

di Alice Ayres

Non mi fido mai delle femmine dal complimento facile, è una categoria di donne che spesso, come ogni cosa gradevole, cela effetti collaterali nauseanti. Per carità, anche gli uomini in quanto a tecniche ruffiane non scherzano – basti pensare ai nostri fidanzati presenti o remoti -, tuttavia il tipo di falsità e intenzionalità del gentil sesso è ben altra cosa, tanto pericoloso quanto patetico. Le peggiori in assoluto sono le donnette che tessono pubblicamente le lodi di qualcun altro solo per arruffianarselo, elargendo complimenti – a cui in realtà non credono minimamente – al fine di risultare benevole. Se poi l’oggetto della loro attenzione-lecchina è una femmina, quel poco di dignità che possiedono svanisce in un colpo solo mediante la strategia più bieca del mondo: l’apprezzamento estetico. Come per magia qualsiasi donna che possa essere utile per la loro carriera/vita sentimentale/vita sociale diventa all’improvviso ‘bellissima’, non importa se lo sia davvero. E dato che, non a caso, spesso queste guru della psicologia spiccia sono pure degli sgorbi, la carta che giocano è ancora più subdola e si chiama “Io non sono bella ma tu sì”, quasi a voler far vedere come sono PROFONDE nel riconoscere la bellezza pur non possedendola. Che tedio da scuole medie.

Ecco, io quelle che devono a tutti i costi fare le amiche-non-invidiose-delle-altre proprio non le tollero: vorrei spiegare loro che più ostentano ammirazione più palesano gelosia e doppiogiochismo, solo che il modo in cui si umiliano da sole è talmente geniale che non ho cuore di interrompere i loro cinque minuti da fenomeno da baraccone. Tra l’altro se io fossi una strafiga (cosa che non sono né mi interessa essere dacché non vivo di apparenze) dotata di un minimo d’intelligenza e mi sentissi fare un complimento simile da una che conosco da due giorni, quasi mi offenderei. Pensi davvero che giudicarmi in base a un criterio superficiale mi farà valutare in positivo la tua persona, inutile parassita senza self-confidence? Perché, diciamocelo, devi davvero essere insicura – oltre che tristemente opportunista – per aver bisogno di star simpatica a un altro essere umano. Insomma, una genuina antipatia non è forse meglio di una finta ‘amicizia’ da serpi di provincia?
I sorrisi falsi per me sono una cosa inconcepibile, motivo per cui non sarò mai un topo da ufficio: fingere cordialità non è – con vanto – il mio forte, sia perché gli insulti preferisco dirli/scriverli pubblicamente (non ho mai nascosto niente!), sia perché più vedo una donna fare la carina con qualcuno di cui sparlerà non appena non le sarà più ‘utile’ (ammesso che non l’abbia già fatto prima), più mi vergogno del sesso femminile. Al punto da desiderare con tutte le mie forze un pene tra le gambe. Stavolta letteralmente attaccato al mio corpo.

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