Macchine del sesso? Anche no

di Alice Ayres

“Tesoro, ho mal di testa”.
Uno dei luoghi comuni che mi stanno più sulle scatole è quello che ironizza sulla donna che accampa scuse per non concedersi al consorte. Intendiamoci, un fondo di verità c’è, ed è vero che ci neghiamo, ma questo “mito” va sfatato e contestualizzato.

Innanzitutto c’è da dire che spesso quelle che usiamo non siano scuse bensì semplici verità: insomma, ma a voi l’emicrania non viene mai? Se vi piace definirci “il sesso debole”, accettate anche la debolezza del nostro sistema immunitario. Quante volte ho sentito dire da un uomo “Io non mi ammalo mai” (salvo poi lamentarsi per ADDIRITTURA 37 di febbre)… bene, noi invece sì, e già solo per il fatto di sanguinare per quasi una settimana al mese andremmo scusate per qualche defaillance sul piano della libido. Il punto comunque è un altro: perché si parla di donne che dicono di no, e mai di uomini reticenti? La risposta più ovvia sarebbe: perché gli uomini non dicono mai di no, loro hanno sempre voglia. Ma quando mai: conosco maschi così pigri da non avere le forze di fare sesso due volte di seguito! La ragione è altresì un’altra: se non esiste il luogo comune circa l’uomo che dice di no è perché noi donne, a differenza vostra, non ne facciamo una tragedia. Sì perché, se ad esempio vi rifiutiamo per due giorni di seguito, non c’é scusa che vi salvi dall’indispettirvi: nemmeno dinanzi a evidenti episodi di lebbra o scabbia accettereste di buon grado un “no”, intenti come siete a prenderla sul personale. Noi invece, davanti a un tranciante “non mi va”, oppure un “sono ancora ubriaco da ieri sera”, piuttosto che “ho sonno”, o infine “aspetta che devo finire questo livello sennò non mi si salva la partita” (tutte motivazioni permeate di spessore), magari mettiamo il muso per qualche minuto ma di certo non ci sentiamo mutilate nella nostra femminilità, tantomeno addolorate dall’idea di dover rimandare l’amplesso a data da destinarsi. Insomma, se vi va, bene, altrimenti pace, va bene lo stesso.

A mio avviso il sesso non va mai chiesto, specialmente a parole. Il desiderio va trasmesso silenziosamente, con uno sguardo, col linguaggio del corpo, alla peggio saltando “brutalmente” – si fa per dire, ma non escludo che possa essere piacevole anche in senso letterale – addosso alla dolce metà, ma niente domande dirette per favore. La richiesta esplicita lo trasforma da piacere a dovere, da sfizio a formalità, da brivido a noia, come se ci fosse un pulsante “on” da schiacciare per poi dover immediatamente entrare in azione come robot. Gli uomini talvolta hanno il talento naturale di trasmettere incessantemente la loro aspettativa di fare sesso, e anche quando non lo chiedono ad alta voce quell’imperativo resta palpabile nell’aria, incombente, come se il vostro pene ci fiatasse sul collo. Tutto ciò, sappiatelo, mette addosso una certa ansia, oltre che sensi di colpa: del resto, se non vi soddisfiamo, siamo noi a passare per “menose”.

Se il cuore non si comanda, figuriamoci la passione.

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